
Dal 1° di settembre entra in vigore a Bologna l'imposta di soggiorno, che colpirà i turisti che sceglieranno di restare almeno una notte in città. La tariffa è basata sul prezzo del singolo pernottamento (e non del numero di stelle della struttura, come si era ipotizzato inizialmente).
Sotto i 31 euro per singolo pernottamento si pagherà 1 euro; da 31 a 70,99 1,50 euro; da 71 a 120,99 euro per notte 2,50 euro; dai 121 in su 4 euro. Sono esenti i minori di 14 anni.
"Al momento della partenza - spiega una nota del Comune - gli ospiti delle strutture ricettive verseranno l’imposta al gestore che poi è tenuto a rendicontare e riversare al Comune il relativo incasso. Chi si rifiuta di versare l’imposta è tenuto a sottoscrivere e restituire al gestore della struttura ricettiva un apposito modulo, che verrà trasmesso al Comune per i successivi controlli finalizzati al recupero dell’imposta evasa".
"Anche Bologna, dopo molti altri Comuni capoluogo, si adegua a quanto previsto dal Decreto legislativo 23/2011 - scrive il Comune sul sito - I proventi saranno destinati a progetti finalizzati alla promozione nazionale e internazionale della destinazione 'Bologna'".
Nei mesi scorsi gli albergatori hanno protestato cercando di bloccare l'introduzione dell'imposta, lamentando già scarso appeal della città da un punto di vista turistico e temendo il fuggi fuggi delle famiglie in tempi di crisi.