Facebook Twitter You Tube Google Plus Flipboard
Venerdý 21.07.2017 ore 20.32
Sei qui: Home | Cuc¨ Equitalia
7 Commenti
  • Aumenta dimensione testo
  • Diminuisci dimensione testo
  • Invia articolo
  • Stampa articolo
Nicola Fangareggi

Cuc¨ Equitalia


di Nicola Fangareggi

Dal primo luglio prossimo l’Agenzia delle Entrate potrà pignorare automaticamente qualsiasi conto corrente bancario che non risulti in regola con il saldo di tasse, accise, multe e quant’altro giacente nei peraltro opachi archivi del sistema tributario italiano.
 
E’ un paradosso, per chi ricorda le battute dell’ex premier Renzi (“Cucù, a Natale Equitalia non c’è più”), ma si tratterà di una piccola catastrofe per quei milioni di italiani i quali, morosi con il fisco anche per banali ragioni (una contravvenzione dimenticata, un vecchio canone Rai, la tassa del consorzio di bonifica del secolo scorso, del quale magari manco si sospettava l’esistenza), saranno sottoposti a una misura coercitiva dalle conseguenze potenziali drammatiche: non tutti possono permettersi un avvocato o un commercialista, il bancario di fiducia o è stato esodato o comunque deve eseguire gli ordini superiori, fatto sta che, di punto in bianco e senza magari neppure saperlo (perché il postino suona una volta, e chi lavora spesso non è in casa) un qualsiasi cittadino può ritrovarsi privato della possibilità di utilizzare il proprio denaro depositato in banca.
 
E la vita? La spesa? Le bollette? Le tasse, appunto? 
La cronica e colpevole incapacità della pubblica amministrazione di relazionarsi con i contribuenti attraverso la rete non è frutto del mero ritardo tipico della nostra burocrazia, bensì una scelta deliberata del ceto politico, quali che siano le appartenenze, che in questi anni di crudele disastro della nostra economia ha fatto pagare i cittadini di tutto e di più, rendendo efficienti (in parte) gli strumenti di riscossione (e talvolta di estorsione) privilegiando i grandi evasori per massacrare la piccola e microimpresa, il professionista, la singola partita Iva, la società famigliare – ossia il tessuto economico sano del Paese, quello che non ha mai smesso di lavorare nei tempi migliori e negli anni grigi.
 
L’entusiasmo con cui Renzi e compagni hanno festeggiato i dati di riscossione del canone Rai, reso obbligatorio attraverso forme che in una società civile verrebbero accolte da una risata (l’aggregazione alla bolletta elettrica, per non dire dell’acquisto di un apparecchio tv, dando cioè per scontato che lo userai per goderti il servizio pubblico), è la metafora dell’impazzimento di uno Stato in condizioni pre-fallimentari la cui sopravvivenza deriva esclusivamente da motivazioni geopolitiche, ovvero da interessi esterni e in sostanza estranei a sessanta milioni di italiani. 
 
Il solo compito assegnato ai politici di oggi, qualsiasi promessa provino a spacciare, consiste nel salvare se stessi e la propria carriera personale (che comunque assicura discreti privilegi) mantenendosi in equilibrio con chi effettivamente detiene i cordoni della borsa. Cioè picchiando duro sui più deboli per farsi belli sui tavoli che contano e non provando neppure a mettere mano a soluzioni strutturali il cui costo sociale sarebbe fatale per chiunque vi si accingesse. 
 
Siete ancora in tempo: da luglio le Entrate disporranno dei vostri conti correnti come e quando vorranno, e toccherà a voi l’onere della prova (loro vi diranno solo una cifra, la vecchia eventuale ricevuta della vecchia multa dovrete naturalmente provarla voi). In alternativa: materasso, espatrio, per chi se la sente delinquenza o atti di autolesionismo. Nessuna delle quattro opzioni, purtroppo, sarebbe comunque una novità. 
 


  • Condividi:
  • Aggiungi a Del.icio.us
  • Aggiungi a Technorati
  • OKNotizie
30/06/17 h. 21.23
Fausto Poli dice:

Allora era meglio Silvio ?

08/06/17 h. 4.42
enough is enough dice:

gli automatismi con onere della prova a carico del contribuente, ovvero "colpevole fino a prova contraria", genereranno disparitÓ tra chi pu˛ permettersi un avvocato e chi si troverÓ schiacciato dal peso e dalla forza di equitalia.

07/06/17 h. 21.41
@mauro dice:

Non conosce nessun onesto cittadino che ha sempre pagato le tasse ma siccome vive di stipendio magari si trova in difficoltÓ? a volte basta davvero poco!

07/06/17 h. 16.48
mauro dice:

Le tasse le pago, le multe le pago, le bollette le pago. DovŔ il problema?? Chi non paga e ha i soldi deve pagare

06/06/17 h. 16.49
RENZIE dice:

?Cuc¨, a Natale Equitalia non c?Ŕ pi¨?....E POI...
da luglio le Entrate disporranno dei vostri conti correnti come e quando vorranno (altro che cessione massima del quinto dello stipendio che almeno ti garantiva la salvaguardia di un minimo vitale )....COSA CI SCOMMETTETE CHE SARANNO SOLO I C/C DEI PICCOLI E POVERI NONCHE' SOLITI "POLLASTRI" i quali sono stati per tempo obbligati ad avere un conto corrente se la pensione superava i mille euro).Ora ti ciullano il resto. Le grandi evasioni come al solito non si toccano anche perchŔ non hanno certamente un conto corrente.
Meditiamo gente, meditiamo!!!

06/06/17 h. 10.29
paolo dice:

Ha detto tutto il Direttore, chi non paga scientemente continuerÓ a non pagare, chi non paga per necessitÓ non pagherÓ, chi ha sempre pagato pagherÓ probabilmente di pi¨.
Quella del pagare tutti per pagare meno Ŕ una fola che ha oramai quarant'anni creata da chi vede nelle tasse non i servizi, termine amato dai ns amministratori, ma il proprio stipendio, cosa che lo rende sempre pi¨ vorace ed inefficiente in un sistema che sta collassando.
Un esempio per tutti le tangenti in nero riciclate in consulenze in bianco, con a mio parere ulteriore aggravamento di spesa per la collettivitÓ.
Pagare le imposte Ŕ etico, ma pagarle su stipendi e compensi rubati Ŕ beffardo pi¨ che immorale.
In ogni caso un sistema come il nostro, in cui la cura dimagrante dovrebbe essere prescritta dai principali indiziati a subirne le conseguenze, Ŕ destinato a fallire, Ŕ solo questione di tempo.
A riprova di ci˛ basta andarsi a leggere l'ultima uscita pubblica del Governatore in carica della Banca d'Italia, interpellato su un'eventuale ricetta per la riduzione del debito pubblico
?che deve includere anche una spending review che parta dal basso e non solo dall'alto: Bisogna chiedersi cosa serve oggi e cosa non serve oggi. ╚ difficile farlo, ma bisogna farlo".
Un poco contorto, ma chiaro.

06/06/17 h. 6.00
Mah dice:

Mah... Io vedo che se i contribuenti passano da 16 milioni a 22 milioni pago circa il 20% in meno... Pagare tutti per pagare meno mi sembra doveroso e trovare un modo per obbligare a pagare Ú l'estremo atto da applicare ad un popolo non proprio maestro
nel rispetto delle regole. Poi giustamente bisogna esonerare chi Ŕ in difficoltÓ, chiedere un po' di pi¨ a chi ha molta disponibilitÓ e premiare chi ha sempre pagato.

Esprimi il tuo commento