15/05/2113
Esame di Stato di Maturità, prima prova, Tema di Letteratura Italica
Traccia 1: il maturando faccia l’analisi della seguente opera canzonettistica, appartenente alla corrente nazionalpopolare, del 2013. Si ricorda che tutti gli apparati devono avere la connessione dati 47G-Edge staccata e che lo scritto deve essere scritto nel proprio iPad25, rigorosamente in Times New Roman, font 11, a metà pagina, per consentire alla penna virtuale di segnare gli errori. Il testo da commentare è “Se si potesse non morire”, scritto da Kekko del gruppo Modà, riportato cliccando il seguente link:
http://it.amolamusica.com/news/moda-se-si-potesse-non-morire-testo-e-video/
Svolgimento – DI Francesca Valeria Dallasta Scamarcio IV
Prima di iniziare qualsiasi forma di analisi, credo sia opportuno inquadrare l’autore e il contesto sociale in cui si muoveva. Da quanto ho appreso dai vetusti libri cartacei e da qualche articolo rinvenuto sul sito web ormai desueto “wikipedia.com”, le forme poetiche dei nostri avi erano ridotte ormai a “canzonetta”. Questo è da riferirsi alla grande decadenza in cui vivevano tra gli anni 1980 e 2020, quindi prima della grande Dominanza Mandarina e la guerra che ne seguì.
Nei confini Italiani del 2013 non c’erano grandi figure di letterati, pertanto le masse si rivolgevano essenzialmente ai “cantautori”, sorta di artisti che musicavano le loro opere letterarie.
Intorno al primo decennio del 2000, ad esempio, vi erano due grosse correnti: i seguaci di “Ligabue”, cantante della zona emiliana, e “Vasco Rossi”, cantante della zona emiliana. Le differenze tra le due correnti sono ancora poco chiare, ma non è questa la sede per discutere di questa delirante scissione.
Un’altra grande diatriba canzonettistica era tra i “radical chic”, di orientamento politico di sinistra, seguaci essenzialmente dei poeti come De Andrè (“C'è un amore alla finestra, tra le stelle e il marciapiede”), Guccini (“Risorgerà un mondo nuovo, ma noi non ci saremo”) ed Elio e le storie tese (“...chiedo Fonzi e mi danno avanzi. Cristo, perché?”) e i “nazionalpopolari”, di orientamento politico tipicamente di destra, o del “sono tutti uguali” o del “checcefrega” (come indicò lo studioso Norberto Giovanni Bobbio VII).
I “radical chic”, dai gusti raffinati e più colti, erano snobbati e derisi dalla massa più “cazzara” (termine usato sempre da Bobbio VII) dei “nazionalpopolari”, pertanto subivano umiliazioni mediatiche da parte di questi ultimi.
Non a caso, nel 2013, a un concorso canoro-canzonettistico, di cui si sono persi i reperti media (andati persi con la distruzione degli archivi televisivi “Rai”, con l’incendio globale del 2058), la canzone “Se si potesse non morire” del gruppo “nazionalpopolare” Modà vinse contro il gruppo “radical chic” di “Elio e le storie tese”, gettando nello sconforto i radical chic stessi; sconforto che accrebbe pochi giorni dopo con la vincita alle elezioni politiche del Re dei nazionalpolari, il Cavaliere Silvio Berlusconi I.
E’ in questo clima degenerato e privo di arte che questi Modà, di cui fortunatamente ci sono solo poche opere rimaste ai posteri, si fecero beffa dei colti “Elio e le storie tese”, sfruttando l’ignoranza cosmica dei loro seguaci (detti anche “fan”).
Ho preferito dettagliare il contesto perché c’è poco da commentare del loro testo “poetico”.
La canzone infatti è un continuo di periodi ipotetici di 2° tipo, metafore ed enjambement il cui senso è ignoto. L’unica cosa nota è che la banalità raggiunta da questo testo, fintamente poetico, è limpida e lampante.
Ecco ad esempio questo verso:
Avessi il tempo per pensare
Un po’ di più alla bellezza delle cose
Mi accorgerei di quanto è giallo e caldo il sole
Ci sono studi che si sono chiesti se il sole nel 2013 fosse blu e molto freddo, ma così non è. Ergo, l’assunzione che questo verso sia una banalità è data per certa. E’ banale.
Se avessi solo un po’ più tempo per viaggiare
Frantumerei il mio cuore in polvere di sale
Per coprire ogni centimetro di mare
Una volta che il cuore frantumato è diventato nel frattempo polvere di sale (misteri della anatomia), cosa dovrebbe accadere? Cosa dovrebbe succedere a un mare di miliardi di cm
2 con la polvere di sale proveniente da un cuore di 300g? Quale è il significato recondito a questa rima inutile? Cosa sottende questo verso? E perché si dovrebbe avere tempo per viaggiare, frantumarsi il cuore, farne polvere di sale e coprire il mare? Nel 2013 chi praticava codeste pratiche indecenti? Oggi, nel 2113 non è chiaro.
Ma l’apice della finta poesia, percepita dai nazionalpopolari come arte sublime, ma dai radical chic come delirio vacuo, è qua:
E se anche i baci si potessero mangiare
Ci sarebbe un po’ più amore e meno fame
Dormire al buio senza più paure
Mentre di fuori inizia il temporale
Se si potesse regalare
Un po’ di fede a chi non crede più nel bene
Se potessi camminare verso il cielo ad occhi chiusi
Consapevole che non si smette mai di respirare
Cambierebbero le cose
Davvero nel 2013 c’era la credenza popolare che sapendo di respirare, il destino possa cambiare? Posso affermare con assoluta certezza di non essere smentita che siamo di fronte a un cialtrone!
Non trovo altre argomentazioni quindi, se non utilizzare le stesse parole di un grande filosofo italiano della seconda metà del 1900, di cui si hanno una decina di suoi documentari visivi. Questo filosofo si chiama Ugo Fantozzi e disse “Per me, è una cagata pazzesca”.
Chiedo scusa per questo turpiloquio finale, ma credo e spero sia apprezzata la citazione colta del grande filosofo Fantozzi, che fortunatamente non è né radical chic nè nazionalpopolare.
27/02/13 h. 8.23
F.F.C. dice:
Fra, liberaci tu da tutto questo piattume, da questa tabula rasa!
19/02/13 h. 17.04
Skyola in galera dice:
Skyola in galera
19/02/13 h. 15.45
Framittica dice:
tesoro, aspettiamo sempre le foto del decolletè....
17/02/13 h. 15.25
Mauro Bigi dice:
Aboliamo le rime! Altrimenti ne dovremo subire di queste c... Lunga vita a Fantozzi. E a te Fradalla.
17/02/13 h. 10.55
tutto questo è noia dice:
non ho detto gioia
ho detto noia noia noia
solamente noia
che pare 'piaccia' a tanta gente
dimmi cosa ascolti e ti dirò chi sei
16/02/13 h. 19.58
geppo dice:
guarda che radical chic vuol dire un'altra cosa.