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Mercoledì 20.09.2017 ore 16.35
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Giuseppe Caliceti

Buon anno scolastico


di Giuseppe Caliceti

Questo pomeriggio alle 15 sono stato invitato dalla trasmissione radiofonica Fahrenheit di Rai Radio 3 a discutere, in occasione dell'inizio del nuovo anno scolastico, delle paure degli insegnanti. Sia chiaro: io non ho paura. Anzi, sono felice di iniziare un nuovo anno di scuola. Di rivedere i miei alunni. Ma capisco la paura di tanti docenti. Perché? Be', intanto perché il patto educativo tra famiglie degli studenti e docenti, in questi anni, è sempre più compromesso. Non credo sia un caso. Credo ci siano responsabilità governative. Se parli di Scuola Azienda e parli di genitori delle famiglie come clienti, è chiaro che comprometti il rapporto di fiducia tra docenti e genitori degli studenti. Poi ci sono difficoltà crescenti da parte dei docenti a gestire le classi. Non tanto perché i bambini sono peggiorati - sono cambiati, certo, ma per me cambiati non significa automaticamente peggiorati, - ma perché dal 2008 a oggi sono stati soppressi 150mila posti di lavoro tra i docenti. Nel silenzio generale delle famiglie italiane.

C'è stata quasi una sollevazione quando in Alitalia si parlava di licenziare 5000 persone. Be', nella scuola ne sono stati licenziati, di fatto, 150.000 e nessuno ha protestato. Avevamo nel 2008 la prima scuola primaria in Europa per qualità e la quinta al mondo - dati Ocse - avevamo una Ferrari, e ce l'hanno cambiata con una Fiat 500 vecchio stile. Tagli, tagli. Quando in realtà, ammettiamolo, c'è solo un modo per valutare la qualità di una scuola: il rapporto tra il numero di docenti e quello degli studenti. Il tempo adulto che noi, come adulti, mettiamo a disposizione dei minori. Tempo lavorativo. E questo tempo è andato sempre diminuendo. Perché si è risparmiato sulla pelle dei bambini, dei nostri figli.

Che fare di fronte alla crisi di questo patto educativo? Non ci sono scorciatoie: bisogna ricostruirlo. Pazientemente. Giorno per giorno. E sono i docenti che devono fare il primo passo verso i genitori dei loro alunni. E' bene che loro, innanzitutto, si ricordino bene che ogni esperienza educativa significativa è stata fatta con la condivisione di ideali, valori e regole da parte di genitori degli studenti e docenti. Essere spaventati dal rapporto con i genitori degli studenti e richiudersi nella sala docenti, non porta a niente di buono. Dall'altra parte, però, è bene ricordare, come ho cercato di fare alla radio, che i genitori degli studenti devono stare al loro posto: fuori dalla scuola. Non è cattiveria. E' necessario. Uno degli scopi principali della scuola, che si ricorda troppo poco, è infatti quello di separare per alcune ore al giorno i bambini dai loro genitori. In particolare dalla madre. Se non si taglia questo invisibile cordone ombelicale - dando fiducia ai docenti dei propri figli, - si fa il male dei bambini: perché non si promuove e favorisce la loro autonomia, la loro crescita. Buon anno scolastico.


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