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Giovedì 30.03.2017 ore 20.30
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Bersani: scissione, è Renzi il regista. Prima uscita a Modena dei Dp, sala gremita


"Renzi adesso ricerca il regista, ma non sia così umile: il regista è lui, ha fatto tutto lui, la disgregazione di questo partito ha un regista, e questo regista si chiama Renzi".

 
Lo ha detto Pierluigi Bersani a Modena, alla prima uscita iniziativa organizzata dal Movimento dei Democratici e progressisti dopo l'uscita dal Pd. "I tempi stringono, dopo averle provate tutte siamo usciti dal Pd. Perché, con Renzi, stiamo andando contro il muro, prima paese, poi partito, poi i destini individuali", ha detto ancora l'ex segretario Dem, parlando di fronte alla sala gremita della Polisportiva Modena Est. Si tratta di un'iniziativa organizzata, da tempo, dalla fondazione Nens. Diventata, poi in corsa, iniziativa dei Democratici e Progressisti.
 
Pd a trazione renziana. "Dopo dopo averle provate tutte, bisogna concludere che il Pdr, il Pd a trazione renziana, non è in condizione di organizzare un grande campo di centrosinistra e che senza un grande campo di centrosinistra, vario e plurale, vince la destra in questo Paese". Ma perché gli scissionisti Pd si sono mossi adesso? "Perché - taglia corto Bersani - stiamo andando contro un muro. Quindi prima il Paese, poi il partito, poi i destini individuali".

 
L'ex segretario continua ragionando su cosa sia diventato il Pd: "Renzi ha preteso che il centrosinistra si riassumesse nel Pd e che il Pd si riassumesse nel capo, ma non funziona così. Quando su 20 ballottaggi ne perdi 19, alle ultime amministrative, vuol dire che sei da solo, rispetto al mondo progressista ma anche rispetto a un pezzo del tuo popolo. Noi dobbiamo riprendercelo questo popolo, se no vince la destra qui".
Legge elettorale, togliamo i capilista bloccati. "In nome della governabilità togliamo i capilista bloccati, perché non si può pensare che il 70% del parlamento sia nominato, con le preferenze per prendere in giro l'elettore. Serve una rivisitazione di una roba con il Mattarellum dove il deputato deve guardare i cittadini all'altezza degli occhi", dice ancora Bersani.

Anche gli ex Pd reggiani da Bersani. Centinaia di persone hanno accolto con entusiasmo Pier Luigi Bersani ieri sera alla Polisportiva Modena Est, per la sua prima uscita pubblica dopo l'addio al Pd. Tra loro c'erano anche alcuni esponenti MDP reggiani, tra cui l'assessore Mirko Tutino, il consigliere comunale Lanfranco De Franco e Mauro Vicini, ex segretario cittadino del PD.



L'assessore e Bersani si sono dati appuntamento a Reggio Emilia, in occasione di un incontro che sarà promosso nelle prossime settimane dal costituendo coordinamento provinciale MDP. 
 
"A chi parla di picconate al Pd - dice Tutino - consiglio di ascoltare le parole di Bersani ieri sera a Modena. Finalmente si torna a parlare di scuola, lavoro, sindacati, servizi pubblici, tutti temi abbandonati o affrontati con proposte neoliberiste da Matteo Renzi. Lui davvero ha picconato la sinistra, i suoi valori e la sua gente, a cui noi oggi cerchiamo di dare nuova voce". 
 
"Il numero dei presenti e il grande calore riservato a Bersani sono un ottimo segnale - prosegue l'assessore - così come lo sono le notizie odierne relative alla costituzione dei nuovi gruppi parlamentari e alla nomina dei capigruppo. Conosco e stimo sia Francesco Laforgia sia Cecilia Guerra, persone preparate e volitive. Buon lavoro a loro e a tutti i compagni Democratici e progressisti".  
 
"L'incontro con Bersani - commenta Mauro Vicini - ha confermato il valore della scelta di dimettermi e uscire dal PD. Una scelta difficile, sofferta, che non ha misurato convenienze politiche personali. L'ho fatta perché la dovevo fare, perché, come ho spiegato più volte, non mi rassegno al declino del nostro paese, all'annullamento delle conquiste sociali e alla perdita del benessere di noi cittadini.
Ieri sera mi sono trovato insieme a centinaia di donne e di uomini, moltissimi dei quali in questi anni avevano abbandonato il PD, pronti a impegnarsi nel nuovo Movimento democratico e progressista". 
 
Rispetto alla scenata del nome, Bersani ha sottolineato come ci si trovi appunto "in movimento" con una forza democratica e progressista per costruire un campo di forze del centrosinistra.
"Un campo ampio e plurale - prosegue Vicini - che si batta e lavori per una società più equilibrata, accogliente, meno individualista e per sviluppare una coscienza dei diritti e delle libertà fondamentali. Una forza che serve ora, che si impegna a contrastare i populismi e l'avanzata della destra isolazionista e reazionaria, ricostruendo un rapporto con il popolo è proponendosi di rappresentarne le ansie, i disagi  e i bisogni di protezione".
   
 


Ultimo aggiornamento: 28/02/17

19/03/17 h. 0.14
Ennio vescovini dice:

Ho sempre apprezzato Bersani. Ma acesso? Quanto bla bla. Sé non si fã come vuole Dalema si e Di destra? Il Ricordo Di Dalema premier e ' Che há bombardato lá Serbia. E niente altro. No há SalvatoFininvest e Berlusconi. Non impazzisco per Renzi,ma ci há provato ma lá vecchia Nomenclatura l há bloccato.

01/03/17 h. 6.19
Le hanno votate tutte dice:

Le leggi di Renzi che ci han fatto sbattere contro il muro.
Con che faccia se ne lavano le mani e la coscienza?
Pajas

28/02/17 h. 10.47
povero bersani.... dice:

Le ha sbagliate tutte e parla da saggio... Su Renzi questa volta ragiona di rabbia e di invidia dimentico che la pluralità degli esponenti dentro al PD non il 'gioco della torre'

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