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Giovedì 21.09.2017 ore 07.14
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Beni mafiosi, accordo Regione e tribunale


Fare dei sequestri alla criminalità di beni ed imprese occasioni di crescita per le comunità, senza perdere di vista il valore della continuità del lavoro, che deve essere garantito anche nei casi in cui l’azienda venga coinvolta in provvedimenti giudiziari.


 
Per fare questo serve più rapidità nella destinazione a fini sociali dei beni sequestrati alla criminalità e, soprattutto, modalità più ampie di gestione di quelle aziende che vengono sequestrate e poi confiscate, in modo tale da salvaguardare il lavoro e i lavoratori.
 
Sono questi i principali obiettivi del “Protocollo d'Intesa sulla gestione dei beni sequestrati e confiscati” alla criminalità organizzata ed economica siglato a Bologna su proposta del presidente del Tribunale di Bologna Francesco Caruso, dalla Regione Emilia-Romagna e dai diversi attori sociali ed istituzionali del territorio emiliano romagnolo.
Si tratta di strumento di soft law (produzione di norme prive di efficacia vincolante diretta) che mira a consentire una rapida, seppur temporanea, assegnazione dei beni immobili e dall’altro, sul versante aziendale a realizzare progetti industriali in grado di assicurare la continuità dell’attività delle imprese e la tutela dei livelli occupazionali. Il testo tiene conto delle specificità derivanti dal Testo unico legalità (L.R.18/2016) dell'Emilia-Romagna e degli altri strumenti e accordi esistenti in Italia.
 
Ad oggi il totale dei beni immobili confiscati in Emilia-Romagna risultano 119: di questi 77 sono ancora in gestione dall’Agenzia nazionale dei beni sequestrati e confiscati alle criminalità organizzata e solo 22 sono già destinati: su 15 di questi sono in corso progetti di riutilizzo per fini sociali su cui la Regione interviene direttamente. Dal 2011 ad oggi sono stati sottoscritti dalla Regione Emilia-Romagna 16 Accordi di Programma su 9 beni immobili confiscati cofinanziati con un contributo regionale di oltre 1 milione di euro.
 
“Il Protocollo proposto dal presidente del Tribunale di Bologna alle istituzioni e agli attori socio economici del territorio emiliano romagnolo– afferma Massimo Mezzetti, assessore regionale alla Cultura e alla legalità- prevede che siano conciliate sia le esigenze di giustizia che quelle di una comunità che intende reagire all’espansione degli investimenti da parte della criminalità organizzata ed economica. Questo rimettendo in circolo il più rapidamente possibile i beni che, da simbolo della presenza e dell’arroganza mafiosa, possono divenire beni comuni a vantaggio dell’intera collettività”.
Hanno sottoscritto il Protocollo, oltre alla Regione Emilia-Romagna e al Tribunale di Bologna, anche: la Città Metropolitana di Bologna, Cgil-Cisl e Uil regionali, Libera, Alleanza delle Cooperative, Avviso Pubblico, Abi, Unioncamere Emilia-Romagna, Camera di Commercio di Bologna e le associazioni imprenditoriali di categoria.


Ultimo aggiornamento: 11/09/17

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