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Venerdì 24.05.2013 ore 06.40
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Barilla investe a Rubbiano: salvaguardata l'occupazione


Nei mesi scorsi Flai, Fai e Uila hanno accompagnato la nascita dello stabilimento sughi Barilla di Rubbiano con una serie di importanti accordi sindacali.

"In serrate trattative - spiegano i sindacati in una nota - si è riusciti a contemperare le esigenze aziendali di estremo utilizzo degli impianti (turno a ciclo continuo 7 giorni su 7) con la salvaguardia dell'occupazione e delle retribuzioni dei lavoratori fissi Rodolfi, con la stabilizzazione di una parte dei tempi determinati e con la valorizzazione del punto di vista dei lavoratori non sempre tenuto in conto nel progetto com'era inizialmente".

La Flai Cgil di Parma ritiene che "il percorso intrapreso e i risultati ottenuti, apprezzati dai lavoratori coinvolti, dimostrino ancora una volta l'importanza del confronto e della ricerca di un accordo tra aziende e rappresentanti dei lavoratori".

A Rubbiano di Solignano, a fianco dell'altro storico stabilimento dal quale escono prodotti da forno, Barilla ha aperto un nuovo stabilimento in cui trasferirà la produzione di sughi pronti a base pomodoro e a base pesto, finora confezionati nello stabilimento Rodolfi di Ozzano Taro. Un investimento di quasi 45 milioni di euro, di cui 23 milioni per la parte infrastrutturale e quasi 22 per l'impiantistica specifica, grazie al quale il gruppo per la prima volta nella propria storia produrrà "in house", al proprio interno, i sughi pronti, finora affidati a terzisti.

Attualmente il nuovo stabilimento di Rubbiano è in fase di test, ma già dai primi giorni di agosto potrà iniziare la produzione vera e propria. All'inizio con una produzione di circa 35mila tonnellate all'anno (rispetto alle attuali 22mila circa nello stabilimento di Ozzano Taro), ma con una potenzialità che può arrivare fino a 60mila tonnellate all'anno, grazie a due linee totalmente nuove: una per i sughi a base pomodoro, l'altra per quelli a base pesto, per un totale di 27 diverse ricette.

L'impianto realizzato a Rubbiano si estende su una superficie di 60mila metri quadrati, di cui 15mila coperti (di questi, 10.500 sono destinati alle linee produttive, i rimanenti 4.500 ai servizi). La quasi totalità della struttura è stata realizzata da aziende italiane, ed emiliane in particolare. Nel nuovo stabilimento lavoreranno 120 persone, a partire proprio da coloro che finora hanno operato a Ozzano Taro. Anche chi aveva un contratto a tempo determinato, sarà inserito in un percorso che porterà alla stabilizzazione nel giro di 18 mesi.


Ultimo aggiornamento: 13/07/12

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