Facebook Twitter You Tube Google Plus Flipboard
Venerdì 17.11.2017 ore 20.30
Sei qui: Home | Autonomia emiliana. Gentiloni firma con Bonaccini
0 Commenti
  • Aumenta dimensione testo
  • Diminuisci dimensione testo
  • Invia articolo
  • Stampa articolo

Autonomia emiliana. Gentiloni firma con Bonaccini


Maggiore autonomia per l’Emilia-Romagna, un obiettivo sempre più concreto e, da oggi, condiviso anche dal Governo.



Il presidente del Consiglio dei ministri, Paolo Gentiloni, e il presidente della Regione Emilia-Romagna, Stefano Bonaccini, hanno infatti firmato questa mattina a Palazzo Chigi una Dichiarazione di intenti che formalizza l’avvio del percorso: “A seguito della risoluzione adottata il 3 ottobre dal Consiglio Regionale dell’Emilia Romagna, al fine di ottenere forme e condizioni particolari di autonomia- si legge nel documento- il Governo e la Giunta regionale intendono dare corso a tale proposito”. “Le materie interessate- si prosegue nell’atto- saranno oggetto di ogni necessaria valutazione, da compiere anche in forma bilaterale, in modo da perseguire un esito positivo sia per la Regione sia per l’ordinamento repubblicano sia, soprattutto, nell’interesse del Paese”. 
 
La firma di oggi arriva appunto dopo il pronunciamento dell’Assemblea legislativa dell’Emilia-Romagna che lo scorso 3 ottobre, dopo aver discusso il Documento della Giunta regionale sul riconoscimento di una maggiore autonomia all’Emilia-Romagna, aveva approvato una risoluzione che dava mandato al presidente Bonaccini di avviare il negoziato con il Governo. La Giunta regionale ha infatti deciso di ricorrere alla Costituzione, che all’articolo 116, comma III, consente l’attribuzione alle Regioni a statuto ordinario di “ulteriori forme e condizioni particolari di autonomia” attraverso una legge dello Stato approvata a maggioranza assoluta, sulla base di un’intesa fra il Governo e la Regione interessata.
 
La Regione Emilia-Romagna punta ad ottenere maggiore autonomia legislativa e amministrativa per poter gestire direttamente, e con risorse certe, materie fondamentali per l’ulteriore crescita sociale ed economica dei propri territori, oltre che per la semplificazione delle procedure amministrative e dei meccanismi decisionali, in quattro aree strategiche: lavoro, istruzione tecnica e professionale; internazionalizzazione delle imprese, ricerca scientifica e tecnologica, sostegno all'innovazione; sanità; territorio e rigenerazione urbana, ambiente e infrastrutture. 
 
Autonomia, firma dichiarazione di intenti Bonaccini (18/10/2017)“Il mio al presidente Gentiloni non è certo un ringraziamento formale- afferma il presidente Bonaccini-. La dichiarazione di intenti che abbiamo firmato è per noi motivo di grande orgoglio e dimostra la volontà del Governo di prendere sul serio la nostra richiesta, di volerla approfondire con l’obiettivo, più che mai condiviso, di rendere il progetto di maggiore autonomia per l’Emilia-Romagna una reale opportunità di sviluppo e di crescita per la nostra regione e per l’intero Paese, nell’ambito dell’unità nazionale e dell’alveo costituzionale, fondamenta che non possono mai essere messe in discussione. Credo sia giusto premiare le Regioni virtuose, con i conti in ordine e un alto tasso di efficienza nei servizi forniti, in primo luogo ai cittadini, e le ulteriori competenze che chiediamo ci permetteranno di investire e fare ancora meglio in ambiti come lavoro e formazione, impresa, ricerca e innovazione, tutela della salute, territorio e ambiente. Dopo il lavoro che abbiamo fatto con le parti sociali, i territori, le università e le associazioni al tavolo del Patto per il Lavoro e con le forze politiche in Assemblea legislativa, ora vogliamo fare lo stesso con il Governo, e allo stesso modo vogliamo fare presto e bene. Come già successo in altri ambiti- chiude Bonaccini-, potremmo aprire la strada a livello nazionale e farlo, stavolta, su ciò che finora non è mai stato fatto in Italia: il riconoscimento di maggiore autonomia a una Regione, attraverso la Costituzione”.

Un progetto che si può concretizzare.Il presidente dell'Unione province italiane e presidente della Provincia di Reggio Emilia, Giammaria Manghi, ha così commentato la firma tra Governo e Regione: "La dichiarazione d’intenti sottoscritta oggi dal Presidente del Consiglio Paolo Gentiloni e dal Presidente Stefano Bonaccini conferma la serietà del cammino intrapreso dalla Regione Emilia-Romagna – con la risoluzione adottata il 3 ottobre dall’Assemblea legislativa - al fine di ottenere forme e condizioni particolari di autonomia.
Mentre altrove si rincorrono facili consensi con referendum dall’esito annunciato, ma di poca concretezza, l’Emilia-Romagna conferma di avere tutte le carte in regole per conseguire questo importante e ambizioso obiettivo, percorrendo la via maestra indicata dalla Costituzione attraverso l’articolo 116.
Anche per le comunità che rappresentiamo, l’auspicio è che il confronto avviato da Governo e Regione produca un esito positivo, nell’interesse del Paese, sia per l’ordinamento repubblicano sia per l’Emilia-Romagna che, attraverso una maggiore autonomia legislativa e finanziaria, potrà meglio assicurare equità e crescita al territorio e, dunque, ai cittadini.
 
Soddisfatto il Pd. “È arrivata una notizia attesa e bella. Il Presidente della Regione Emilia-Romagna Stefano Bonaccini ha firmato stamattina con il premier Gentiloni un protocollo d’intenti sul percorso per l’autonomia differenziata, richiesta dalla Regione Emilia-Romagna ai sensi dell’articolo 116, comma III della Costituzione”.
Questo il commento del presidente del Gruppo PD Stefano Caliandro alla firma di questa mattina a Palazzo Chigi tra il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni e il presidente dell'Emilia-Romagna Stefano Bonaccini.
 
“Il percorso dà seguito alla risoluzione approvata dall’Assemblea legislativa dell’Emilia-Romagna lo scorso 3 ottobre con la quale è stato dato mandato al Presidente della Giunta di avviare il negoziato con il Governo per gli ambiti proposti (con l’aggiunta, rispetto alla proposta della Giunta, del tema dell’organizzazione della giustizia di pace). L’iniziativa della nostra Regione, a differenza di quelle di Lombardia e Veneto, rimane all’interno della cornice della Costituzione per il rafforzamento del sistema regionale, nel rispetto del principio perequativo e di quello solidaristico, per noi irrinunciabili come la tutela dell’unità giuridica ed economica della Nazione”. 
“L’iniziativa è riconducibile alle priorità della Legislatura regionale in corso – specifica Caliandro, elencando gli ambiti richiesti - contrasto della disoccupazione e creazione di nuovi posti di lavoro, rafforzamento delle capacità competitive e innovazione del tessuto produttivo, internazionalizzazione, supporto allo start up per le nuove imprese e sostegno degli investimenti ed   attiene dunque ad alcuni e specifici ambiti di competenza, riconducibili soltanto ad alcune delle materie rispetto alle quali l’art. 116 consente alle regioni di richiedere ulteriori forme e condizioni particolari di autonomia”. “L’iniziativa, dunque, non è volta a realizzare uno “statuto di autonomia differenziata”, una sorta di regione a statuto speciale, ma a intraprendere un percorso il cui esito sia l’attribuzione di singole differenziate competenze accrescitive dello spazio politico e finanziario della Regione Emilia-Romagna. Quanto alle risorse, il punto di riferimento sono l’articolo 119 della Carta Costituzionale e la legge 42/2009, che stabiliscono la necessaria corrispondenza tra funzioni e risorse per il loro esercizio: non si rivendicano risorse aggiuntive in misura corrispondente all’ammontare (totale o quasi) delle risorse derivanti dal prelievo fiscale riferito al territorio regionale (come nelle proposte di Lombardia e Veneto), ma a base del negoziato viene ipotizzata una compartecipazione al gettito di tributi erariali”. “Oggi abbiamo fatto un importante passo in avanti – conclude il capogruppo Dem -  Più competenze all’Emilia-Romagna per continuare a crescere e far crescere l’Italia”.
 
 
 


Ultimo aggiornamento: 18/10/17

Esprimi il tuo commento