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Autonomia, sì dall'aula: summit a Bologna


“Stiamo procedendo davvero in maniera spedita, verso un traguardo mai tagliato in Italia: ottenere una maggiore autonomia regionale, per un’Emilia-Romagna che possa continuare a crescere, facendo crescere il Paese.



Ed è estremamente positivo che tutte le forze politiche, con le loro proposte, ci aiutino a portare a termine un lavoro straordinario, nell’esclusivo interesse dei cittadini”. Il presidente della Regione, Stefano Bonaccini, interviene in Assemblea legislativa per la comunicazione della Giunta sull'avvio del negoziato con il Governo, circa il conseguimento di ulteriori forme di autonomia da parte della Regione Emilia-Romagna, ai sensi dell'articolo 116, terzo comma, della Costituzione.
 
Al termine della discussione in Aula, l’Assemblea legislativa approva all’unanimità una risoluzione sottoscritta da tutti i Gruppi – Pd, Si, Mdp, M5s, Ln, Fi, Fdi – che impegna il Bonaccini “a proseguire nel percorso intrapreso, anche alla luce del comune lavoro avviato con la Regione Lombardia, per l’individuazione, ciascuna per le proprie specificità territoriali e pur nella diversità delle richieste, degli oggetti di differenziazione per il riconoscimento di ulteriori forme e condizioni particolari di autonomia” e a “definire ulteriori competenze oggetto della richiesta di autonomia differenziata attraverso un confronto da realizzarsi nelle Commissioni assembleari”, oltre a tenere informata l’Assemblea sull’andamento del negoziato col Governo.
 
Il documento segue la prima risoluzione approvata il 3 ottobre scorso che dava mandato al presidente della Giunta di avviare il negoziato con l’esecutivo nazionale, e la firma tre settimane dopo, il 18, a Palazzo Chigi, del presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni, e del presidente Bonaccini dell’intesa per l’avvio del confronto stesso. Il 9 novembre a Roma è poi stato ufficialmente insediato il tavolo paritetico di confronto che vede insieme il Governo e le Regioni Emilia-Romagna e Lombardia, con la calendarizzazione dei primi incontri: venerdì 17 novembre a Bologna e martedì 21 a Milano, con le successive sedute previste nella Capitale.
 
E sulle materie oggetto del confronto, a Bologna, sottolinea Bonaccini in Aula, la discussione verrà fatta su cinque di esse: impresa, ricerca e sviluppo; commercio estero (internazionalizzazione delle imprese e attrattività degli investimenti); salute; tutela dell’ambiente e infrastrutture; lavoro e formazione professionale. Altre cinque saranno al centro della successiva riunione a Milano mentre tutte le rimanenti verranno discusse negli incontri a Roma.
 
Quanto alle delegazioni trattanti, con la Regione Lombardia si è convenuto che saranno composte, oltre che dai presidenti delle Giunte regionali e dagli assessori competenti, dai presidenti dei Consigli regionali e dai presidenti regionali di Anci e Upi, le associazioni rispettivamente di Comuni e Province. Dunque, accogliendo una delle richieste contenute nella risoluzione approvata all’unanimità, sarà presente anche la presidente dell’Assemblea legislativa della Regione Emilia-Romagna, Simonetta Saliera.
 
La Giunta tornerà in Aula a relazionare sull’andamento del confronto già nella prossima seduta, fra due settimane, ricorda il presidente della Regione, così come i singoli assessori potranno essere chiamati nelle commissioni consiliari sulle competenze in discussione. 
 
Le competenze richieste. Le eventuali materie aggiuntive si aggiungerebbero alle 12 competenze che la Giunta regionale ha già definito, che l’Emilia-Romagna chiede per sé e che rientrano tra quelle previste dagli articoli 116 (comma terzo) e 117 (commi secondo e terzo) della Costituzione. Si tratta di:
 
-rapporti internazionali e con l’Unione Europea delle Regioni;
-tutela e sicurezza del lavoro;
-istruzione, salva l’autonomia delle istituzioni scolastiche;
-commercio con l’estero;
-ricerca scientifica e tecnologica e sostegno all’innovazione per i settori produttivi;
-governo del territorio;
-protezione civile;
-coordinamento della finanza pubblica e del sistema tributario;
-tutela della salute;
-norme generali sull’istruzione;
-tutela dell’ambiente, dell’ecosistema e dei beni culturali;
-organizzazione della giustizia di pace.
 
Inizialmente erano state individuate le quattro aree strategiche alle quali ricondurre le competenze richieste, poi riprese nella risoluzione votata il 3 ottobre dall’Assemblea legislativa e ribadite nel documento approvato oggi dall’Aula. Eccole: tutela e sicurezza del lavoro, istruzione tecnica e professionale; internazionalizzazione delle imprese, ricerca scientifica e tecnologica, sostegno all’innovazione; territorio e rigenerazione urbana, ambiente e infrastrutture; tutela della salute. A esse si aggiunge l’area complementare con le materie funzionali all’esercizio delle nuove competenze richieste: rapporti della Regione con l’Unione Europea coordinamento della finanza pubblica e del sistema tributario; governance istituzionale. 
 
Il percorso e il progetto per l’ottenimento di una maggiore autonomia sono stati condivisi fin dall’inizio con le parti sociali riunite nel Patto per il Lavoro, col quale, parallelamente al negoziato con Palazzo Chigi, resta aperto il confronto, sia attraverso convocazioni del tavolo Giunta-Patto sia attraverso contatti con i singoli assessorati sulle materie di competenza. 
 


Ultimo aggiornamento: 15/11/17

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