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Giovedì 21.09.2017 ore 07.13
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Aemilia, condannato a 4 anni Pagliani. Il consigliere azzurro in precedenza fu assolto


Giuseppe Pagliani, avvocato e consigliere comunale di Forza Italia a Reggio Emilia, assolto in primo grado, è stato condannato a 4 anni nel giudizio di appello del processo contro le infiltrazioni mafiose, Aemilia.

 
Mentre per altri 60 imputati, che hanno scelto il rito abbreviato, c'è una sostanziale conferma dell'impianto accusatorio e della sentenza di primo grado.
Nell'aprile del 2016 il gup Francesca Zavaglia aveva pronunciato 58 condanne, fino a un massimo di 15 anni.

L'avvocato e consigliere comunale e provinciale di Forza Italia a Reggio Emilia, Giuseppe Pagliani, era stato assolto dall'accusa di concorso esterno in associazione mafiosa, ma il pm aveva fatto appello e i giudici della terza sezione penale hanno riformato la sentenza. Al contrario c'è la conferma, invece, del proscioglimento per prescrizione della corruzione elettorale per l'altro politico coinvolto, l'ex assessore Pdl di Parma, Giovanni Paolo Bernini, anche per lui la procura aveva impugnato la sentenza. Dimezzata la pena per l'imprenditore e ora collaboratore di giustizia Giuseppe Giglio, da 12 a 6 anni.
Sono state inoltre confermate le condanne al giornalista Marco Gibertini, al quale in primo grado era stata inflitta una pena di 9 anni e 4 mesi e al poliziotto Domenico Mesiano, per lui 8 anni e sei mesi.

Il post di Pagliani. Giuseppe Pagliani, avvocato e consigliere comunale e provinciale di Forza Italia, così ha commentato con un post su Facebook la sentenza in appello del processo Aemilia nella quale è stato condannato a 4 anni: "Rimango esterrefatto e profondamente deluso da una decisione che ritengo folle, un accanimento personale del quale a memoria non vi sono precedenti nella nostra Regione.
E’ incredibile che chi è palesemente innocente e perseguitato da un’accusa infamante, cassata dal Tribunale del Riesame e dal GUP in primo grado, debba continuare a difendersi per una condanna, assurda, ricevuta in appello.
Ho sempre fatto politica per idealismo e passione, stando sempre all’opposizione in una terra notoriamente difficile per la mia parte politica e non avendo mai avuto un briciolo di potere, né tantomeno incarichi nella gestione della cosa pubblica; la mafia mi fa schifo da sempre ed è vergognoso che qualcuno la associ al mio nome su di una Sentenza.
Oggi stesso comunicherò le mie dimissioni al Sindaco ed al Presidente della Provincia per potermi concentrare esclusivamente sulla mia difesa e nella mia lotta per far emergere la verità.
Continuerò la mia battaglia con rinnovata forza e convinto della mia totale estraneità, certo che questo incredibile errore giudiziario venga riparato in Corte di Cassazione".

Il sindaco di Reggio Emilia. Il primo cittadino Luca Vecchi sulla sentenza: "Il pronunciamento odierno del Tribunale di Bologna in appello conferma, rispetto ad Aemilia, l'impianto accusatorio, così come complessivamente era emerso anche da ciò che era stato deciso dal primo grado.
Le sentenze della magistratura si rispettano. In questo senso la decisione annunciata dall'avvocato Pagliani di dimettersi dal suo ruolo di Consigliere Comunale in Sala del Tricolore si configura come una scelta opportuna, oltre che conseguente.
Il Comune di Reggio Emilia sin dalla prima ora ha deciso di costituirsi parte civile nel processo Aemilia, e il Tribunale ha deciso di riconoscere all'Amministrazione un risarcimento di 150mila euro.
L'Amministrazione comunale ha intrapreso, da anni, politiche e azioni concrete contro l'infiltrazione dei clan, a tutela della legalità e contro ogni forma di corruzione. Questo impegno, testimoniato anche dal contributo alla realizzazione dell'aula del processo, proseguirà nei prossimi anni".

Il presidente della Provincia. "La sentenza di appello del procedimento Aemilia con rito abbreviato conferma la struttura portante della sentenza emessa dal giudice dell'udienza preliminare di Bologna e, dunque, anche la bontà della scelta di costituirsi parte civile compiuta dalla Provincia di Reggio Emilia e dai Comuni di Bibbiano, Brescello, Gualtieri, Montecchio e Reggiolo, a favore dei quali era stato concesso in primo grado un risarcimento complessivo di 850.000 euro (150.000 a ogni Comune, 100.000 alla Provincia), a cui ora si aggiunge la condanna emessa nei confronti di 18 imputati al pagamento in solido di 24.000 euro per le spese di patrocinio per l'appello".
E' quanto dichiara il presidente della Provincia di Reggio Emilia, Giammaria Manghi, sottolineando come queste somme, che con la sentenza di oggi diventano formalmente esecutive, "rappresentino un risarcimento, sotto il profilo giuridico e morale, per i danni subiti dalle comunità che rappresentiamo e che, come abbiamo dimostrato attraverso i nostri legali Salvatore Tesoriero e Federico Fischer del Foro di Bologna, riteniamo offese e danneggiate da chi ha cercato di radicare nella nostra provincia metodi e mentalità che non ci appartengono".
"Il risarcimento confermato dalla Corte d'appello di Bologna sarà destinato a sostenere e implementare le tante iniziative per la legalità che da tempo stiamo realizzando e che continueremo a promuovere, ribadendo il nostro impegno comune nel tenere alta la guardia contro ogni tentativo di infiltrazione mafiosa nel nostro territorio", aggiunge il presidente Manghi.
Per quanto riguarda la condanna del consigliere provinciale Giuseppe Pagliani, per il presidente Manghi "i giudici si sono espressi e prendiamo atto di questa sentenza e delle conseguenti, annunciate dimissioni".
 


Ultimo aggiornamento: 12/09/17

12/09/17 h. 21.53
Antitaliano dice:

Và a lavureer, pajaz!

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