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Venerdì 17.11.2017 ore 20.35
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A Montecavolo il vino sulla Rivoluzione


Snobbati. Guardati con sospetto, quando non addirittura rimossi. A Mosca i fatti che nel 1917 portarono al crollo dell’impero zarista, cambiando il mondo, vengono celebrati quasi con fastidio, di certo in modo annacquato.



Questo è ciò che accade in Russia e in larga parte del mondo ex sovietico. 
A Mosca, in particolare, accanto a un busto di Lenin nella mostra "1917-2017. Codice di una Rivoluzione", compare una frase che la dice tutta sulla linea ufficiale russa sulla questione: "La presa del potere da parte dei bolscevichi portò a violente battaglie e a centinaia di migliaia di vittime".
 
Ma a Montecavolo di Reggio Emilia non se la bevono questa versione dei fatti annacquata. Anzi, poiché dopo il cotechino non sovvenga l'arsura, per riprendere il filo della storia i compagni puntano tutto sul Rosso Stalin e il Rossissimo Lenin (due lambruschi) vero caraburante per ridare uno slancio, quantomeno rubino, alla celebrazione che prosegue poi con le "canzoni rivoluzionarie, comuniste e partigiane del Coro Selvatico".

E visto che in paese non c'è una Piazza Rossa, sabato 4 novembre, la commemorazione del 100esimo anniversario "della Rivoluzione d'Ottobre - Orgogliosamente comunisti" si consuma "all'ex cinema Grasselli, di fronte al Conad, e non nella sede del Medardo Rosso".

 
Perché, saltando per un momento dalla tavola alla lotta, come recita il documento del comunismo pedemontano: "Nel momento attuale in cui fascisti continuano a vomitare il loro anticomunismo criminale di sempre e i leghisti, con una azione politica provocatoria, cercano di equiparare comunismo e fascismo, dimostrando tutta la loro ignoranza storica, noi rivendichiamo con orgoglio i valori della Rivoluzione d'Ottobre. Senza i comunisti, senza l'Unione Sovietica e i partigiani, che hanno combattuto e a milioni sono morti nella Seconda Guerra Mondiale, non esisterebbe democrazia in Occidente, non esisterebbero i cosiddetti "valori occidentali", ma esisterebbero i "valori nazisti", il terrore nazista, con i campi di sterminio, le torture, l'Olocausto: è forse questo quello che vogliono i fascisti e i leghisti italiani?".

 
Ma dove non può la lotta, compagni, si ritorni alla tavola! Con la "Grande Cena della Rivoluzione: reggiano di 34 mesi, salame artigianale, fagioli tonno e cipolla, torte salate, torte dolci fatte in casa, vini Rosso Stalin e Rossissimo Lenin, liquori fatti in casa, maraschino, nocino, grappa etc. Polenta con ragù di cotechino poi gran buffet con erbazzone, gnocco al forno, parmigiano". 
 
Viva il Rosso Stalin e viva il Rossissimo Lenin, vero carburante della Rivoluzione.

Sabato 4 novembre 2017. 
Programma: ore 18:00 Cinzia Montanaro presenta il libro "Poema pedagogico" di A. S. Makarenko (ERS e RSP, 2017)
ore 20 Grande Cena della Rivoluzione: reggiano di 34 mesi, salame artigianale, fagioli tonno e cipolla, torte salate, torte dolci fatte in casa, vini Rosso Stalin e Rossissimo Lenin, liquori fatti in casa, maraschino, nocino, grappa etc. Polenta con ragù di cotechino poi gran buffet con erbazzone, gnocco al forno, parmigiano
 
Prenotare per tempo: 0522/880365 - 329/2956286 – delmonteremo@gmail.com
 
Costo della cena 20 euro.
 
(Questa iniziativa serve per finanziare le attività culturali del Centro d'Arte "Medardo Rosso")
 
Si invitano gli amici a dare la massima diffusione a questo comunicato
 
Intervengono: Gino Caraffi di Alternativa Libertaria; Emiliano Cervi del Partito Comunista; Riccardo Pelli del Fronte della Gioventù Comunista; Alessandro Fontanesi, segretario provinciale del PCI (Partito Comunista Italiano); Vito Albanese, segretario provinciale di Rifondazione Comunista; Cinzia Montanaro, Carc Cosimo Pederzoli, Sinistra Italiana.
 
Giuseppe Ombrini e Claudio Bedocchi leggono poesie di Majakovski, Esenin, Brecht, etc.
 
Canzoni rivoluzionarie, comuniste e partigiane con il Coro Selvatico.
 
 


Ultimo aggiornamento: 31/10/17

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