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A Cadelbosco e Boretto un Cyrano tutto emiliano per mostrare la grandezza del dialetto


Venerdi 10 novembre alle 21 all’Altro Teatro di Cadelbosco di Sopra e sabato 18 novembre al Teatro del Fiume di Boretto arriva "Ciran, la bocca della verità dell’amore", una commedia sperimentale in quattro quadri per la regia di Stile Teatrale, tradotta in dialetto emiliano e ispirata al "Cyrano di Bergerac" di Edmond Rostand. 




La produzione dell'associazione culturale Cinqueminuti e del centro sociale Rosta Nuova, partendo da un classico teatrale senza tempo, propone una sperimentazione sul linguaggio dialettale restituendo vitalità, forma poetica e decoro scenico a un patrimonio dalle potenzialità ancora inesplorate.

Lo spettacolo rinnova in dialetto emiliano le imprese di Cyrano de Bergerac. Recitato in dialetto da attori professionisti – dunque non “dialettale” – teatro provinciale ma senza “provincialismo”, il Cirân è di sicuro un omaggio reso a una lingua che, sollecitata, ha espresso tutta la sua eleganza. Ma, al di là dell’operazione linguistica, il tema della passione di Cyrano viene qui correlato in forma critica alle visioni del presente: non dunque un Cyrano classicamente afflitto da un naso mostruoso, ma un Cirân preda della mostruosità interiore che condanna l’innamorato respinto a volere il bene dell’altro facendo del male a se stesso.


Lo spettacolo dimostra come il valore della lingua dialettale sia alto e possa cimentarsi con opere della letteratura universale, costituire identità e coesione sociale, raggiungere un pubblico ampio e diversificato. Questa la scommessa: il dialetto come lingua viva, spregiudicata, che non insegna ma apprende, si arricchisce, si contamina di nuove espressioni, provenienti da altre realtà linguistiche, in una parola si reinventa.

Ma anche il dialetto come lingua matura, capace di esprimere la molteplicità degli stati d’animo dell’uomo e la complessità dei conflitti presenti nel grande teatro, sulla scorta di autori come Ruzante, Della Porta, Goldoni, Testori, Pasolini. 
La scelta del testo, il Cyrano de Bergerac, nasce dalla volontà di riadattare un testo classico, noto al pubblico, che possedesse la grazia della poesia, le sottigliezze del linguaggio amoroso, le sfumature psicologiche nei personaggi.


Il cadetto Cyrano, follemente innamorato di sua cugina Rossana, che invece è innamorata del bel Cristiano, compie un gesto di estrema abnegazione: aiuta il suo rivale a conquistare la donna amata da entrambi, prestandogli il suo ingegno poetico. Questa scelta non sarà priva di conseguenze per il bizzarro triangolo amoroso: scegliendo di dare la propria voce al corpo di un altro uomo, Cyrano si rivela il più sventurato e prolifico parlatore d’amore della storia di tutti i tempi.


Ultimo aggiornamento: 08/11/17

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