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8 marzo, Regione: 4mln contro la violenza


Quasi quattro milioni di euro, nel biennio 2017-2018, destinati alle politiche di genere e al contrasto alla violenza contro le donne e all’istituzione dell’Osservatorio regionale antiviolenza e del Tavolo permanente per le politiche di genere.


 
La Regione celebra l’8 marzo con un impegno, anche economico, senza precedenti per sostenere e rafforzare il percorso a tutela della parità tra uomini e donne. 
I fondi, nazionali e regionali, verranno impiegati sia per finanziare centri antiviolenza e case rifugio già operativi, sia per le nuove strutture che verranno realizzate in aree che attualmente ne sono prive. Confermato anche il bando regionale per sostenere i progetti di Enti e associazioni per promuovere le pari opportunità e contrastare discriminazioni e violenza.
 
E’ infatti anche con l’adozione di nuovi strumenti che si concretizza la tutela delle donne: nei prossimi giorni, per la prima volta, sarà formalizzata l’istituzione dell’Osservatorio antiviolenza e del Tavolo permanente per le politiche di genere.
Molto positivo, secondo l’assessore, il bilancio del lavoro svolto dalla rete dei Centri antiviolenza dell’Emilia-Romagna che, con la loro attività costituiscono un punto di forza nella lotta alla violenza contro le donne e nella tutela delle vittime. Nel 2016 sono state 3431 le donne che si sono rivolte ai Centri e 225 quelle ospitate nelle strutture. 
Da ricordare poi un altro strumento che va nella direzione della promozione delle pari opportunità tra uomini e donne: il Bilancio di genere, il documento approvato nei mesi scorsi dalla Regione. 
 
I fondi. Nel dettaglio, i quasi 4 milioni di euro (3,9 milioni) di fondi riservati al contrasto alla violenza contro le donne derivano in parte da fondi statali (2,9 milioni) e in parte da stanziamenti regionali (un milione). Di questi, alla gestione dei centri antiviolenza sono riservati 1,56 milioni; oltre 423mila euro serviranno invece per l’apertura di nuovi centri e di nuove case rifugio; infine, 920mila sono previsti dal Piano straordinario contro la violenza sessuale e saranno destinati a formazione, inserimento lavorativo, autonomia abitativa e implementazione dei servizi informativi relativi al fenomeno della violenza. 
Per dare continuità agli interventi promossi dalla Regione per i progetti di promozione e conseguimento delle pari opportunità e per il contrasto a discriminazioni e violenza di genere, anche nel 2018 è previsto un bando da un milione di euro per sostenere e valorizzare l'attività che Enti locali e mondo dell’associazionismo sviluppano e promuovono da anni anche attraverso proficue collaborazioni.
 
I dati 2016 dei Coordinamento dei centri antiviolenza. Le donne che si sono rivolte nel 2016 ai 13 centri che compongono il Coordinamento dei Centri antiviolenza della regione Emilia-Romagna in cerca di aiuto nel 2016 sono state 3431, anche quest’anno in leggero aumento rispetto al precedente, in cui gli stessi Centri avevano accolto 3353 donne (+2,2%).  Hanno subito violenza 3197 donne (pari al 93,2%, contri il 91,1% dell’anno precedente).  
Nel corso del 2016, le donne che hanno preso contatto per la prima volta con uno dei Centri antiviolenza del Coordinamento regionale sono state 2552, in aumento rispetto all’anno precedente +5,8% (140 donne). Le donne che hanno continuato un percorso iniziato in anni precedenti sono state 645. 
Le donne provenienti da altri paesi nel 2016 sono 949 pari al 38,0%, una presenza in leggero aumento rispetto agli ultimi anni, in cui si era assestata intorno al 36%. Le donne italiane sono 1552 il 62,0%.  
 
Le donne accolte che subiscono violenza con figli/e sono complessivamente 1841, pari al 76,9%, una percentuale del tutto simile a quella del 2015. I figli/e delle donne accolte sono 3169: in media 1,7 figli/e per donna (considerando il gruppo delle donne con figli/e).  Fra di essi coloro che hanno subito violenza sono 1738, pari al 54,8%, una percentuale del tutto simile a quella dell’anno precedente, il 2015.
Hanno subito violenze fisiche nel 65,8% dei casi (1679 donne); violenze psicologiche nel 92,4% (2357 donne); violenze economiche nel 41,5% (1059 donne); violenze sessuali nel 14,1% (360 donne). Percentuali che rimangono pressoché invariate rispetto agli anni precedenti.
 
Le donne ospitate nelle case-rifugio e nelle altre strutture dei Centri antiviolenza del Coordinamento regionale, sono state 225, i figli/e 223. Anche quest’anno si registra in entrambi i casi un aumento: + 27 donne, +10 figli/e. Considerando insieme le donne e i figli/e ospitati, in media le notti di permanenza sono 94.  
Le iniziative per l’8 marzo. “Punti di luce. Essere una donna nella shoah” è il titolo della mostra che sarà inaugurata martedì 7 marzo da Simonetta Saliera, presidente dell’Assemblea legislativa della Regione Emilia-Romagna, dalla presidente della Commissione parità, Roberta Mori, con rappresentanti dello Yad Vashem di Gerusalemme, Rita Chiappini e Yiftach Ashkenazi. Allestita presso la sede dell'Assemblea legislativa (viale A. Moro 50), sarà aperta al pubblico fino al 7 aprile (lunedì - venerdì, 9-18). La mostra si può visitare gratuitamente, informazioni almemoria@regione.emilia-romagna.it.
 
Nella stessa giornata l’assessore regionale Emma Petitti interverrà a Modena, (complesso universitario San Geminiano) alla tavola rotonda che chiude il convegno “Eguaglianza verso discriminazioni di genere nel lavoro. Quali politiche?”. 
Mercoledì 8 marzo, in Regione, è in programma la proiezione del docu-film "La terra è rosa. Storie di donne e agricoltura"  (Sala XX Maggio 2012, Terza torre, viale della fiera 6) che racconta la storia di donne che hanno dedicato la vita all’agricoltura. Partecipa l’assessore regionale all’Agricoltura, Simona Caselli. Sempre l’8 marzo, in Assemblea legislativa viene presentato il video “Le parole giuste”, sull’uso del linguaggio di genere nell’informazione, coprodotto dal Corecom, e dall’associazione di giornaliste Giulia. Partecipano l’assessora regionale Emma Petitti, Roberta Mori, presidente commissione Parità, Giovanna Cosenza, presidente Corecom e la regista del video Elisa Mereghetti.
Su RadioEmiliaRomagna, la web radio della Regione, online uno speciale dedicato alla Festa della donna.


Ultimo aggiornamento: 07/03/17

07/03/17 h. 14.42
giovanni dice:

8 marzo 2017 ? Donne di classe in corteo
Bologna 8,30 Piazza di Porta Ravegnana


Abbiamo aderito alla giornata internazionale di mobilitazione delle donne che mette al centro la violenza di genere nelle sue molte facce, da quella domestica a quella del mercato, del debito, dei rapporti di proprietà capitalistici e dello stato; la violenza delle politiche discriminatorie sui posti di lavoro e per questo l?8 marzo sciopereremo in tutti i settori lavorativi.
Sciopereremo in ferrovia, nelle scuole e negli asili nido, negli uffici amministrativi e nell?industria, nelle coop sociali, negli ospedali, e nel trasporto locale. Sciopereremo e manifesteremo ritrovandoci alle ore 8,30 sotto le due torri (Bologna) da dove raggiungeremo in corteo, passando da confindustria, tutte/i le/gli altri scioperanti in Piazza Maggiore.
Leggiamo sui giornali locali interviste in cui assessori comunali si scontrano sul partecipare o meno alle manifestazioni, e dichiarazioni di alcune sindacaliste che pur non avendo convocato alcun sciopero, discettano sull?importanza dello sciopero dell?8 marzo. A queste signore sindacaliste e a questi giornali, vorremmo dire che la lotta delle donne contro la violenza e le discriminazioni di genere non è una questione filosofica né un argomento spendibile in una guerra fra correnti PD ma indica, nella liberazione dallo sfruttamento e dalla precarietà nel lavoro, la strada maestra per l?emancipazione delle donne stesse; e quando voi, finito l?8 marzo, tornerete a governare e concertare, sarete nuovamente parte del nostro problema.
Non può esserci lotta alla violenza sulle donne senza lotta allo sfruttamento nei posti di lavoro, alle privatizzazioni, allo sperpero di soldi per le armi e la corruzione anziché per le scuole, gli ospedali, il welfare!
Come hanno scritto importanti femministe americane il 5 febbraio scorso ''Uniamoci insieme l?8 Marzo per scioperare, manifestare e protestare. Usiamo l?occasione di questa giornata internazionale per farla finita con il femminismo della donna in carriera e per costruire al suo posto un femminismo del 99%, un femminismo dal basso e anticapitalista ? un femminismo in solidarietà con le donne lavoratrici, le loro famiglie e i loro alleati in tutto il mondo. ''
Chi fa parte di quell?1 % continui pure nelle pantomime e a filosofeggiare con l?aiuto di qualche giornale a chi invece vuole fare vivere l?appello che abbiamo citato, prima di andare tutte insieme in Piazza Maggiore, venga sotto le due torri alle 8,30 per partecipare al corteo.

Reggio Emilia 07/03/2017

Sindacato Generale di Base Reggio Emilia


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