Facebook Twitter You Tube Google Plus Flipboard
Lunedì 16.07.2018 ore 14.48
Sei qui: Home | 'Rom e sinti? Già monitorati in Emilia'
5 Commenti
  • Aumenta dimensione testo
  • Diminuisci dimensione testo
  • Invia articolo
  • Stampa articolo

'Rom e sinti? Già monitorati in Emilia'


“La querelle relativa alla legittimità di un censimento per Rom e Sinti non ha ragione di esistere, se non al fine di una mera strumentalizzazione politica, fra l'altro mal orchestata, dalla sinistra contro il Segretario federale della Lega Nord, nonché ministro degli Interni, Matteo Salvini: forse nel quartier generale di Via del Nazareno non sono stati informati che la “rossa” Emilia-Romagna, feudo del Partito Democratico, sta già monitorando da anni la popolazione di Rom e Sinti sul territorio regionale, in virtù proprio di una sua Legge, la numero 11 del 16 luglio 2015”.

 
Il Gruppo Lega Nord in Regione non solo non le manda a dire all'opposizione di Governo, ma coglie anche l'occasione della polemica divampata contro il ministro Salvini, per chiedere conto alla Giunta dell'assemblea legislativa regionale dei dati emersi dal monitoraggio in essere sulle comunità di Sinti e Rom stanziati sul territorio.
Il Gruppo del Carroccio ha infatti depositato oggi un'interrogazione, a prima firma Daniele Marchetti, nella quale chiede alla Giunta di viale Aldo Moro “quali siano i dati raccolti dal sistema informativo previsto dalla Strategia regionale per l'inclusione di Rom e Sinti”.
 
“Il ministro dell'Interno, Matteo Salvini, ha annunciato che il Viminale sta elaborando un dossier sulla popolazione Rom presente nel nostro Paese, immediate le critiche e strumentalizzazioni divampate, come al solito a orologeria, dalla Sinistra. Ebbene, forse qualcuno all'interno del Partito Democratico ha la memoria corta, oppure Martina e soci sono talmente allo sbando da non sapere che “il monitoraggio di Rom e Sinti è realtà dal 2015, in Emilia-Romagna”. Con la Legge regionale 16 luglio 2015 n.11, la nostra Regione si è posta l'obiettivo di superare “le aree di sosta dei nomadi presenti sul nostro territorio”. 
 
E lo ha fatto elaborando una “Strategia regionale per l'inclusione di Rom e Sinti”, attuata col supporto di uno specifico sistema informativo “capace di restituire costantemente una fotografia aggiornata degli insediamenti presenti in regione e di alcuni elementi qualitativi che, a loro volta, possano fornire spunti per una valutazione del cambiamento nel grado di integrazione di queste due comunità (scolarizzazione, lavoro, salute, ecc.)” spiegano i consiglieri del Carroccio Alan Fabbri (capogruppo), Fabio Rainieri (vice-presidente Assemblea legislativa), Gabriele Delmonte, Matteo Rancan, Marco Pettazzoni, Andrea Liverani, Massimiliano Pompignoli e Stefano Bargi.
“Poiché tale Legge regionale prevede, attraverso la clausola valutativa (art.7, c.1), che l'Assemblea “attui un controllo triennale sui risultati raccolti” e  che “la Giunta presenti una relazione contenente l'attività realizzata, i soggetti coinvolti e gli effetti prodotti” siamo dunque a chiedere, a tre anni dall'inizio del monitoraggio su Rom e Sinti, quali siano, ad oggi, i dati emersi” chiosa il documento del Carroccio.
 
 


Ultimo aggiornamento: 19/06/18

21/06/18 h. 22.27
Antitaliano dice:

Ah, fammi una cortesia: invitami al rinfresco quando tua figlia o tua nipote sposerà uno zingaro.

21/06/18 h. 22.25
Antitaliano dice:

Ignoranza? Boh, se lo dici tu, concentrato di sapere...: io la definisco statistica.

20/06/18 h. 10.01
Dino Angelini dice:

Verso la fine degli anni ?80 ero lo psicologo della Neuropsichiatria Infantile (NPI) di Canalina: proprio in quegli anni fu chiusa dal Provveditorato la scuola per nomadi, presente proprio nel mio quartiere (in Via Guittone d?Arezzo), e i bambini nomadi furono inseriti nei plessi vicini ai campi Rom. Fu quello uno degli ultimi passi in direzione della deistituzionalizzazione.
Applicammo insieme a Carlo Menozzi (che per conto del Provveditorato guidò con noi il processo di deistituzionalizzazione) e agli insegnanti entusiasti i principi della linguistica contrastiva per dare valenza e dignità, ma anche per contestualizzare l'uso dei vari lessici 'familiari' (come si dice la tal parola a casa dei montanari, dei nomadi, dei cutresi, dei reggiani che ancora parlano in dialetto ... e come di dice a scuola e domani nella società per farsi comprendere da tutti).
Prima della scuola speciale per i Rom avevamo chiuso il De Sanctis (reparto infantile del manicomio) le cui strutture furono subito consegnate alla città ed ora sono il luogo in cui c?è una scuola elementare, una scuola media (la Einstein), nonché la direzione didattica del quartiere e una piscina a disposizione di tutti i bimbi di RE.
E poi avevamo chiuso la scuola per ciechi, quella per sordastri, .. tutti gli ?istituti? tranne le Case di Carità, con le quali peraltro mantenemmo un intenso rapporto. E avevamo inserito tutti i bimbi disabili in classi normali, con l?aiuto del compianto ispettore scolastico Prof Masini, che forniva insegnanti d?appoggio e che aprì per conto del Provveditorato una scuola di specializzazione dalla quale uscirono i primi insegnanti di sostegno reggiani. E nella quale chiamò a insegnare oltre al sottoscritto, Giovanni Polletta, Deliana Bertani, etc. Tutti operatori provenienti dal Cim.
Oggi tutto questo non c?è più! non certo per colpa dei Rom, ma di chi (pds- ds- pd, da una parte e centrodestra dall?altra) ha governato a livello centrale ed in Regione in questi ultimi 25\30 anni!!!
Come diceva Rosa Luxemburg "socialisnmo o BARBARIE"

20/06/18 h. 8.21
@antitaliano dice:

In una sola frase tutti i migliori sintomi di una sana e rivendicata ignoranza. Sto raccogliendo i tuoi commenti per mostrarli in classe a bambine e bambini così imparano cos'era l'umanità prima della scrittura.

19/06/18 h. 22.30
Antitaliano dice:

Gli zingari sono indifendibili. Il resto son chiacchiere.

Esprimi il tuo commento