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Martedì 17.07.2018 ore 19.40
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"Invaso val d'Enza ad alto impatto, ma i cittadini esclusi"


Il tavolo tecnico che avrebbe dato via libera al progetto di realizzazione di un invaso nell’alta Val d’Enza per far fronte alla crisi idrica, al centro di un’interrogazione di Silvia Prodi del Gruppo misto-Mdp.



La consigliera, durante il question time, ha chiesto in Aula come mai si sia avviato il tavolo senza coinvolgere le associazioni ambientaliste del territorio e perché non si siano prima valutate altre possibilità a minor impatto ambientale. Lo scorso 5 giugno, infatti, il Tavolo tecnico Enza della Regione Emilia-Romagna ha approvato un documento, sottoscritto da tutti i partecipanti, che si impegna alla creazione di un invaso nell’alta Val d’Enza per uso irriguo, potabile, industriale e ambientale. Il nuovo invaso dovrebbe garantire il “risparmio” di circa 50 milioni di metri cubi d’acqua ogni anno per l’agricoltura. “Le azioni proposte- sottolinea, però, la consigliera Mdp- si limitano esclusivamente a quelle formulate dai portatori di interesse economico”. Nel documento, ad esempio, non vengono individuate, tra le azioni proposte dai consorzi, interventi per migliorare l’efficienza delle rispettive reti. A preoccupare Silvia Prodi è anche il fatto che non si faccia nessuna menzione delle questioni ambientali per un progetto definito di “rilevante impatto ambientale, territoriale ed economico. Perché al Tavolo erano presenti Confindustria, insieme a istituzioni e portatori di interesse consortili, senza altre associazioni di categoria o ambientaliste?”, chiede in Aula Silvia Prodi. “I dati di fabbisogno idrico presentati dai soggetti economici, e recepiti nel documento, verranno poi verificati e certificati da un ente tecnico terzo?”
 
L’assessore all’Ambiente Paola Gazzolo, in replica, sottolinea come i tavoli abbiano visto partecipare la Regione, le province di Reggio e Parma, insieme a tutti i soggetti interessati per condividere le esigenze del territorio e trovare soluzioni alla crisi idrica. “Sarà messo a punto uno studio di fattibilità tecnico-ambientale per un progetto di risparmio e riuso delle acque, affidato all’Autorità distrettuale di bacino del fiume Po, che verrà poi condiviso in commissione”.
 
L’annuncio non convince del tutto la consigliera del Gruppo misto-Mdp: “Non sono pienamente soddisfatta. Questo documento fotografa la realtà così com’è e passa direttamente alle conclusioni, ascoltando solo i portatori di interesse economico e senza valutare altre pratiche virtuose che si potrebbero mettere in atto. Chiederò di portare i risultati in commissione”.


Ultimo aggiornamento: 10/07/18

10/07/18 h. 20.46
Associazioni del NO dice:

Le associazioni ambientaliste diranno sempre no a qualunque progetto, non sono tecnici. Partono da meri concetti ideologici o si oppongono quelle associazioni operanti ricattando enti per avere incarichi o pubblicazioni di libri. A Reggio funzioni così lo sanno tutti da tempo. Si veda anche l'incrico fantasma dato all'amico di amici senza che figuri per la parte di mitigazione degli impatti nel rapporto preliminare di progetto, per ora solo ad interno.

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